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8 ottobre 2015

Mondo

    passi veloci,poi lenti,
    movimenti monotoni,
    uguali sempre 
    occhi vuoti come le mani
    prive di futuro,
    bocca povera di sapore,
    di parola detta senza un perché.
    Il corpo marcisce 
    insieme alle ossa
    che faticano invano,
    a cercar riposo.
    urlare a più non posso 
    in questo
    mondo infermo.
    non posso 
    non voglio rassegnarmi 
    allora grido,come matto
    anche se so che poco conta…
    diritti riservati (C)
    Gennaro Martusciello

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